Il nome originario del sale rosso delle Hawaii è Alaea Rouge. L'alaea è l'argilla rossa di origine vulcanica, tipica delle isole Hawaii che, mischiandosi ai cristalli di sale durante l'evaporazione al sole, caratterizza questa varietà salina donandogli il caratteristico colore rosso terracotta e la ferrosità (infatti questo sale è ricco di ferro ben 5 volte in più rispetto al sale comune ed è quindi consigliabile per chi soffre di anemia). Il sapore è quindi leggermente ferroso e il retrogusto ricorda anche le nocciole tostate. Gli Hawaiani usano questo sale per condire i loro piatti locali e anche durante le cerimonie di purificazione e benedizione e per i rituali di cura.
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3 ottobre 2012
30 maggio 2012
COCKTAIL FLOREALE PER LE "EMERGENZE"!!!
Nei casi di emergenza sappiamo che il RESCUE REMEDY ci aiuta a calmare la crisi, donandoci un solido sostegno. Vediamo brevemente quali fiori compongono il Rescue Remedy e quali sono le loro proprietà:
ROCK ROSE: contro paura, panico, terrore. Aiuta a ritrovare il coraggio per affrontare le situazioni
STAR OF BETHLEHEM: aiuta a superare shock e traumi
IMPATIENS: aiuta a sciogliere lo stato di tensione e agitazione causati dallo stress
CHERRY PLUM: contro la paura di perdere il controllo
CLEMATIS: per restare presenti a sè stessi
In momenti di forte criticità, come quello che sta vivendo ora gran parte della popolazione italiana, a causa degli innumerevoli terremoti, per amplificare l'efficacia del Rescue Remedy, possiamo aggiungere:
WALNUT: il fiore di Bach che ci scherma e ci dona sostegno e adattabilità nella fase di cambiamento.
SWEET CHESTNUT: notte buia dell’anima, stato transitorio di disperazione estrema. Senso di sconfitta imminente, pessimismo nero, angoscia insopportabile, desolazione acuta, estrema, ai limiti della sopravvivenza. Sensazione di spalle al muro, di aver toccato il fondo, di essere al centro del nulla, senza prima né dopo, di essere arrivato alla fine dei giorni. E’ al limite di quello che può sopportare. Tenta un ultimo disperato tentativo di resistere alla morte di una parte di sé.
Ci vengono in aiuto anche due essenze floreali del repertorio australiano:
DOG ROSE OF WILD FORCES: aiuta a calmare e a mantenere la lucidità quando tutto intorno c'è confusione (e in questo lavora sinergicamente con Cherry Plum, che è già presente nel Rescue Remedy). Inoltre questo meraviglioso fiore australiano fa un eccellente lavoro di sinergia anche con Walnut, poichè aiuta a non assumere gli stati d'animo negativi e le emozioni agitate delle altre persone.
WARATAH: ripristina il coraggio e la tenacia, la fiducia e lo spirito di adattamento. Questo fiore viene usato nei momenti di forte disperazione, forti crisi, catastrofi, traumi, incidenti.
La posologia è quella prevista per i Fiori di Bach, ovvero: 4 gocce per 4 volte al giorno. Trattandosi di stati di "emergenza" si può assumere anche al bisogno.
Le gocce si possono prendere direttamente sotto la lingua, oppure diluite in un po' di acqua.
ROCK ROSE: contro paura, panico, terrore. Aiuta a ritrovare il coraggio per affrontare le situazioni
STAR OF BETHLEHEM: aiuta a superare shock e traumi
IMPATIENS: aiuta a sciogliere lo stato di tensione e agitazione causati dallo stress
CHERRY PLUM: contro la paura di perdere il controllo
CLEMATIS: per restare presenti a sè stessi
In momenti di forte criticità, come quello che sta vivendo ora gran parte della popolazione italiana, a causa degli innumerevoli terremoti, per amplificare l'efficacia del Rescue Remedy, possiamo aggiungere:
WALNUT: il fiore di Bach che ci scherma e ci dona sostegno e adattabilità nella fase di cambiamento.
SWEET CHESTNUT: notte buia dell’anima, stato transitorio di disperazione estrema. Senso di sconfitta imminente, pessimismo nero, angoscia insopportabile, desolazione acuta, estrema, ai limiti della sopravvivenza. Sensazione di spalle al muro, di aver toccato il fondo, di essere al centro del nulla, senza prima né dopo, di essere arrivato alla fine dei giorni. E’ al limite di quello che può sopportare. Tenta un ultimo disperato tentativo di resistere alla morte di una parte di sé.
Ci vengono in aiuto anche due essenze floreali del repertorio australiano:
DOG ROSE OF WILD FORCES: aiuta a calmare e a mantenere la lucidità quando tutto intorno c'è confusione (e in questo lavora sinergicamente con Cherry Plum, che è già presente nel Rescue Remedy). Inoltre questo meraviglioso fiore australiano fa un eccellente lavoro di sinergia anche con Walnut, poichè aiuta a non assumere gli stati d'animo negativi e le emozioni agitate delle altre persone.
WARATAH: ripristina il coraggio e la tenacia, la fiducia e lo spirito di adattamento. Questo fiore viene usato nei momenti di forte disperazione, forti crisi, catastrofi, traumi, incidenti.
Come preparare il cocktail:
in una boccetta con contagocce, da 30 ml, mettiamo 2/3 di acqua oligominerale (meglio imbottigliata in vetro) e 1/3 di brandy (o altro conservante alcolico, ad esempio grappa, oppure aceto di mele se non si tollela l'alcool o in caso di preparazione per bambini, astemi o astinenti). A questo punto aggiungiamo:- 6 gocce di Rescue Remedy
- 3 gocce di Walnut
- 7 gocce di Dog Rose of Wild Forces
- 7 gocce di Waratah
La posologia è quella prevista per i Fiori di Bach, ovvero: 4 gocce per 4 volte al giorno. Trattandosi di stati di "emergenza" si può assumere anche al bisogno.
Le gocce si possono prendere direttamente sotto la lingua, oppure diluite in un po' di acqua.
16 maggio 2012
Il ghee
Il ghee o burro chiarificato è un alimento base della tradizione ayurvedica e della cucina indiana. E' un grasso al 100%, ma ha un basso contenuto di colesterolo (circa 8 mg per cucchiaino), perchè nella preparazione viene quasi completamente sottratta la caseina. Contiene acidi grassi saturi in bassa percentuale (circa l'8%) ed è ricco di vitamina A similmente all'olio di pesce. Risulta molto più leggero e digeribile rispetto al classico burro e l'Ayurveda lo raccomanda (nella giusta misura, senza mai cadere nell'eccesso) sia in cucina che nella preparazione di medicine.
Numerose le proprietà del ghee, tra le tante: tonico, nutriente soprattutto negli stati di debilitazione e convalescenza, ringiovanente (nella medicina ayurvedica è considerato un Rasayana sostanza che don longevità), antiacido, aiuta nella digestione e nell'assimilazione dei cibi. E' il miglior tipo di grasso per il corpo e per il fegato. Ottimo alleato degli occhi, in caso di vista debole, fotofobia e infiammazioni.
In cucina il ghee è una carta vincente poichè tiene molto bene le alte temperature (punto di fumo elevato) ed è quindi estremamente adatto anche per la frittura, sicuramente da preferire rispetto al burro o agli olii di semi che ad alte temperature si frammentano sviluppando radicali liberi!
Preparazione del ghee
Utilizzare del burro biologico di buona qualità. Con 500 g di burro otterremo circa 300 g di ghee.Tagliare il burro a pezzetti e farlo sciogliere in una pentola (meglio se di terracotta o vetro), a fuoco basso. Man mano che in superficie si forma la schiuma, toglierla fino ad ottenere un liquido limpido (simile all'olio di oliva) e dal profumo di pop corn. A questo punto togliere dal fuoco (l'operazione durerà circa 20 minuti) e filtrare con un colino finissimo o con una garza di cotone sterile.
Il ghee va conservato in un barattolo di vetro con coperchio e si mantiene anche fuori dal frigorifero, lontano da fonti di luce e calore.
4 aprile 2012
La Pappa Reale
La pappa reale viene prodotta dalle api nutrici e costituisce il nutrimento di tutta la vita per l'ape regina (da cui prende il nome) e per le giovani larve nei primissimi giorni di vita.
Si presenta come una gelatina bianco giallastra, dal sapore asprigno e puo' essere consumata sia fresca che liofilizzata.
Le sue proprietà sono innumerevoli proprio per la sua composizione ricca di vitamine del gruppo B, vitamina A, C, D, oltre a vari oligoelementi come calcio, rame, ferro, fosforo, potassio, silicio, zolfo e a fattori antibiotici.
Esercita un'azione tonificante e ricostituente sia al livello fisico che al livello intellettuale, procurando in breve tempo, una sensazione di migliorato benessere generale. Utile dunque nei periodi di forte stress, di affaticamento psico-fisico, nei periodi di intenso lavoro o studio, in gravidanza, nelle convalescenze, nei cambi di stagione.
Riporta in equilibrio la pressione arteriosa e rafforza il muscolo cardiaco. Stimola ed irrobustisce il sistema immunitario ed ha proprietà antibiotiche e antibatteriche.
La pappa reale è particolarmente indicata per i bambini e per le persone anziane e debilitate.
Andrebbe assunta al mattino, preferibilmente a digiuno. Se non si gradisce il sapore si può aggiungere un po' di miele per renderla più gradevole.
Si presenta come una gelatina bianco giallastra, dal sapore asprigno e puo' essere consumata sia fresca che liofilizzata.
Le sue proprietà sono innumerevoli proprio per la sua composizione ricca di vitamine del gruppo B, vitamina A, C, D, oltre a vari oligoelementi come calcio, rame, ferro, fosforo, potassio, silicio, zolfo e a fattori antibiotici.
Esercita un'azione tonificante e ricostituente sia al livello fisico che al livello intellettuale, procurando in breve tempo, una sensazione di migliorato benessere generale. Utile dunque nei periodi di forte stress, di affaticamento psico-fisico, nei periodi di intenso lavoro o studio, in gravidanza, nelle convalescenze, nei cambi di stagione.
Riporta in equilibrio la pressione arteriosa e rafforza il muscolo cardiaco. Stimola ed irrobustisce il sistema immunitario ed ha proprietà antibiotiche e antibatteriche.
La pappa reale è particolarmente indicata per i bambini e per le persone anziane e debilitate.
Andrebbe assunta al mattino, preferibilmente a digiuno. Se non si gradisce il sapore si può aggiungere un po' di miele per renderla più gradevole.
30 marzo 2012
DILUIRE gli OLII ESSENZIALE in OLI BASE o OLI VETTORI
Gli olii essenziali contengono dei principi attivi molto concentrati e per questo motivo non possono essere applicati direttamente sulla pelle, perchè potrebbero risultare nocivi (eccezione fatta per gli o.e. di Tea Tree e di Lavanda). Devono quindi essere diluiti in oli vegetali o in creme neutre, che fungano da veicolo.
Di seguito elencheremo gli oli vegetali maggiormente utilizzati per il massaggio aromaterapico e le loro caratteristiche. Ricordiamo che gli oli vegetali base o vettori, oltre alla funzione di veicolo, apportano anche nutrimento alla pelle, bisogna pertanto scegliere l'olio base più indicato per ogni situazione. E' importante che questi oli siano spremuti a freddo, affinchè mantengano integre le loro benefiche proprietà. E' sconsigliato, invece, usare oli di origine minerale, come l'olio di vasellina, perchè tende ad osrtuire i pori della pelle. La diluizione sarà di 15 gocce di o.e. in 100 ml di olio vettore oppure 2 gocce di o.e. in 1 cucchiaio a tavola di olio vettore.
Di seguito elencheremo gli oli vegetali maggiormente utilizzati per il massaggio aromaterapico e le loro caratteristiche. Ricordiamo che gli oli vegetali base o vettori, oltre alla funzione di veicolo, apportano anche nutrimento alla pelle, bisogna pertanto scegliere l'olio base più indicato per ogni situazione. E' importante che questi oli siano spremuti a freddo, affinchè mantengano integre le loro benefiche proprietà. E' sconsigliato, invece, usare oli di origine minerale, come l'olio di vasellina, perchè tende ad osrtuire i pori della pelle. La diluizione sarà di 15 gocce di o.e. in 100 ml di olio vettore oppure 2 gocce di o.e. in 1 cucchiaio a tavola di olio vettore.
- Olio di mandorle dolci: emolliente, lenitivo, elasticizzante. Ottimo per la prevenzione delle smagliature. Molto utilizzato in gravidanza e per i bambini.
- Olio di girasole: è un olio leggero che si adatta bene a tutti i tipi di pelle, anche a quelle più grasse poichè non è particolarmente untuoso. Ha proprietà lenitive e normalizzanti dell'epidermide.
- Olio di germe di grano: ricco di vitamina E, ha proprietà antiossidanti, antinvecchiamento, emollienti, elasticizzanti. Ridona vigore alle pelli invecchiate e stanche e previene le smagliature. Essendo molto denso se ne consiglia la diluizione con un altro olio vegetale (per esempio olio di girasole o di vinaccioli, in proporzione del 10%).
- Olio di vinaccioli: estratto dai semi dell'uva, è ricco di acidi grassi insaturi e di vitamine che lo rendono stabile nelle preparazioni cosmetiche.
- Olio di jojoba: Ha un'ottima capacità di penetrazione e presenta un ottimo assorbimento cutaneo. Adatto a tutti i tipi di pelle. Idratante ed emolliente.
Mandarino
Il mandarino è originario dell'Estremo Oriente ed arriva in Europa solo nell'Ottocento. In Cina era molto apprezzato e il suo nome deriva proprio dal fatto che questi piccoli frutti venivano donati ai Mandarini (funzionari della Cina imperiale). Già dall'antichità la sua buccia veniva impiegata per la preparazione di medicinali.
L'olio essenziale di mandarino ha un profumo fresco, dolce di fondo e quasi floreale. Viene estratto per spremitura a freddo della buccia esterna.
Per la sua particolare delicatezza ne viene consigliato l'uso anche per i bambini, a cui piace molto e rispondono positivamente alle terapie con questo olio essenziale.
L'o.e. di mandarino viene utilizzato principalmente per:
- mal di pancia, aerofagia, coliche, singhiozzo, problemi digestivi ed intestinali, poichè facilita la digestione e stimola la funzione gastrica ed epatica. In questi casi si consiglia di effettuare un massaggio addominale con un olio base vettore (tipo olio di mandorle dolci, olio di germe di grano, olio di cocco...) e qualche gocce di o.e. di mandarino.
- insonnia, stress, tensione nervosa, agitazione con somatizzazioni quali tachicardia e palpitazioni, per le sue proprietà rilassanti e sedative. In questo caso si verseranno due gocce sul cuscino prima di coricarsi, oppure verrà diffuso nell'ambiente, con un apposito diffusore per olii essenziali.
- ritenzione idrica, cellulite, smagliature, pelle seborroica, per il suo effetto stimolante che riattiva e migliora la circolazione linfatica, agevolando il riassorbimento dei liquidi. Anche in questo caso se ne consiglia l'applicazione attraverso il massaggio.
- anche in gravidanza, l'o.e. di mandarino può aiutare la mamma a rilassare le tensioni nervose e a prevenire le smagliature.
8 marzo 2012
Tisane: infusi e decotti
Spesso ci troviamo davanti alla domanda: che differenza c'è tra infuso e decotto?
La differenza è nel metodo di preparazione che cambia a seconda delle piante e delle specifiche parti di queste che vengono utilizzate.
L'INFUSO: si prepara portando l'acqua vicino al punto di ebollizione, ma non si fa bollire per evitare che, nel vapore, si disperdano gli olii essenziali delle piante. Si mettono le erbe scelte in una tisaniera o in una brocca di vetro, di terracotta o di ceramica (preferibilmente non in metallo) e vi si versa sopra l'acqua calda. Si lascia in infusione dai 5 ai 10 minuti massimo e poi si filtra con un colino. Gli infusi vanno di norma bevuti caldi e subito dopo la preparazione. Nel caso in cui si debba assumere più volte al giorno e non si avesse la possibilità di prepararlo al momento, si può conservare in una caraffa o in un contenitore di vetro, e si consumerà a temperatura ambiente, non è consentito riscaldarla! Per un migliore risultato si consiglia di non usare dolcificanti o in alternativa usare il miele. L'infuso è il metodo di preparazione utilizzato per tutte quelle erbe ricche di componenti volatili, di olii essenziali e di principi attivi che si disperdono facilmente per l'azione del calore e dell'acqua. Le parti utilizzate generalmente per l'infuso sono: foglie, parti erbacee, semi, frutti, fiori.
IL DECOTTO: si prepara mettendo le erbe in un pentolino con acqua fredda e si lascia bollire dai 10 ai 15 minuti. Si spegne e si lascia in infusione ancora per 10 minuti, dopodichè si filtra con un colino, in una tisaniera o in una brocca di vetro, di terracotta o di ceramica. Anche il decotto, come l'infuso, andrebbe consumato caldo o tiepido e subito dopo la preparazione, ma in caso di impossibilità si può conservare in una caraffa e consumare, a temperatura ambiente, nell'arco della giornata. Vale sempre la regola di evitare i dolcificanti o eventualmente prediligere il miele. Il decotto è il metodo di preparazione utilizzato, in genere, per le parti più dure delle piante, come: radici, cortecce, rametti, semi.
La differenza è nel metodo di preparazione che cambia a seconda delle piante e delle specifiche parti di queste che vengono utilizzate.
L'INFUSO: si prepara portando l'acqua vicino al punto di ebollizione, ma non si fa bollire per evitare che, nel vapore, si disperdano gli olii essenziali delle piante. Si mettono le erbe scelte in una tisaniera o in una brocca di vetro, di terracotta o di ceramica (preferibilmente non in metallo) e vi si versa sopra l'acqua calda. Si lascia in infusione dai 5 ai 10 minuti massimo e poi si filtra con un colino. Gli infusi vanno di norma bevuti caldi e subito dopo la preparazione. Nel caso in cui si debba assumere più volte al giorno e non si avesse la possibilità di prepararlo al momento, si può conservare in una caraffa o in un contenitore di vetro, e si consumerà a temperatura ambiente, non è consentito riscaldarla! Per un migliore risultato si consiglia di non usare dolcificanti o in alternativa usare il miele. L'infuso è il metodo di preparazione utilizzato per tutte quelle erbe ricche di componenti volatili, di olii essenziali e di principi attivi che si disperdono facilmente per l'azione del calore e dell'acqua. Le parti utilizzate generalmente per l'infuso sono: foglie, parti erbacee, semi, frutti, fiori.
IL DECOTTO: si prepara mettendo le erbe in un pentolino con acqua fredda e si lascia bollire dai 10 ai 15 minuti. Si spegne e si lascia in infusione ancora per 10 minuti, dopodichè si filtra con un colino, in una tisaniera o in una brocca di vetro, di terracotta o di ceramica. Anche il decotto, come l'infuso, andrebbe consumato caldo o tiepido e subito dopo la preparazione, ma in caso di impossibilità si può conservare in una caraffa e consumare, a temperatura ambiente, nell'arco della giornata. Vale sempre la regola di evitare i dolcificanti o eventualmente prediligere il miele. Il decotto è il metodo di preparazione utilizzato, in genere, per le parti più dure delle piante, come: radici, cortecce, rametti, semi.
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